Il sale marino integrale di Trapani, la produzione del sale - Cuordisale sale marino integrale - Saline di Trapani

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Il Sale
Il ciclo di produzione del sale marino integrale di Trapani
Premessa: come è costituita una salina

Per meglio capire quello che è ciclo di produzione è oppurtuno fare una premessa: Ogni salina è costituita da un insieme di vasche dove viene convogliata l’acqua. Queste vasche sono essenzialmente divise in tre tipi di gruppi: FRIDDE, CAURE, VASCHE SALANTI (o caseddre). Esse si distinguono per salinità dell’acqua, che viene espressa in gradi “Boumé”. Si parte dalla salinita minore, che è quella dell’ACQUA DI MARE (3,5° boume), e, per ordine a salire nelle prime grandi vasche dette VASI o FRIDDE  (trad. da siciliano fredde), nelle CAURE D'ACQUA FRISCA (trad. da siciliano calde d'acqua fresca), CAURE (trad. da siciliano calde), passando per l'ultima vasca di ogni giro di calde detta SENTINA e da qui, in produzione, fino alla concentrazione massima che avviene nelle VASCHE SALANTI (28-30° boumè), comunemente chiamate CASEDDRE, in siciliano, dagli addetti ai lavori dove appunto avviene la cristallizzazione del sale.

Qui di seguito, per meglio spiegare il funzionamento, prenderemo ad esempio il ciclo di produzione della Salina “Salinagrande-Lago”:
Il ciclo di produzione del sale marino integrale di Trapani
La produzione del sale

Raggiunti i livelli e le concentrazioni dell'acqua ottimali nelle varie vasche fredde-calde, il curatolo  mette “ A GIRO” la salina. Infatti se prima i vasi e le fridde ricevevano indipendentemente acqua di mare e le caure venivano alimentate dalle vasche salanti, da adesso incomincia una catena di passaggi cosi composti: Una pompa, che attinge da un canale che prende l’acqua dal mare, immette acqua nel primo dei tre vasi, questo tramite un portello di legno posto all’estremita opposta, immette acqua nel secondo vaso e questi, tramite un’altro opposto, immette acqua nel terzo dei tre vasi. Quest’ultimo vaso viene chiamato “vaso governo” poichè questo regolala quantità d’acqua da immettere nell’insieme di giri delle fridde, caure e vasche salanti a seguire.
salinagrande-trapani
Nel caso specifico della Salinagrande, l’insieme delle fredde, caure, e vasche salanti è diviso in tre giri:

Il primo giro, in giallo, è formato dall’insieme delle fredde(comune per tutti i giri)  e delle caure 1,2,3,4,5. Questo alimenta le vasche salanti a,b,c,d.

Il secondo giro, in azzurro, è formato dall’insieme delle fredde, e dalle caure 1,2,3,4,5,6. Questo alimenta le vasche salanti e,f,g,h.

Il terzo giro, in rosa, è formato dall’insieme delle fredde e dalle caure 1,2,3,4,5. Questo alimenta le vasche salanti i,l,m,n

La concentrazione media nelle fredde è di circa 9-12° boumé. Oltre agli eventuali metalli pesanti (normalmente presenti solo in tracce nell’acqua marina), in queste vasche possono cominciare a precipitare i carbonati.

Nelle caure si ha una concentrazione che va, secondo la sequenza, da 12 a 26° boumé. In questo ordine di vasche ha luogo la precipitazione dei carbonati e dei solfati (tra cui il solfato di calcio, c.d. gesso)

L’ulima caura di ogni giro (5,6,5) è la caura che alimenta le caselle è si ha sempre la concentrazione massima. Questa caure sono detta “sentine”. Da queste si estrae la concentrazione ultima dei depositi di solfato, calcio ed elementi calcarei generali. Questa specie di sedimento calcareo è detta “mamma caura” ed è il composto da cui è formato il fondo delle vasche salanti.

Ritorniamo al ciclo di produzione quindi:

Una volta messa a giro la salina, il curatolo incomincia la fase della produzione del sale marino. Questa fase consiste nell’immettere acqua satura a 26° boumé nelle vasche salanti. La prima volta che si esegue questa operazione vine detto in gergo “muddare a salina” (mollare la salina). I salinai fanno riferimento a questo periodo attenendosi al giorno di “S.Antonino”, che sarebbe il giorno 13 Giugno intitolato a S. Antonio da Padova. Riferendosi a questa data i salinai sanno se hanno “muddato” in anticipo o in ritardo.
Il curatolo immette circa 2-3cm di acqua satura nelle vasche salanti, avendo sempre cura di mantenere i livelli di acqua costanti nei vasi, nelle fridde e nelle caure. Questa operazione viene ripetuta un giorno si e un giorno no e viene ripetuta per un periodo che va da i 40 ai 90 giorni. A seconda delle necessità della salina, se si ha abbastanza acqua satura nelle caure, si decide se fermarsi e fare una raccolta ed in seguito una seconda ed eventualmente per una terza, o tirare al massimo per tutti i 90 giorni. Un raccolto da 90 giorni incide meno sul costo di estrazione ed esalta la qualita del sale prodotto. C’è da dire però che più si avvicina settembre, più è a rischio la raccolta a causa del periodo che aumenta il verificarsi di fenomeni meteorologici.
Il curatolo quindi decide sempre quando è il momento di iniziare la raccolta. Gli antichi dicevano che in salina ha piu potere decisionale il curatolo che non il proprietario della salina…ed è la verità. La raccolta del sale marino di Trapani
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